Buenos días, Bom dia, Buongiorno, Bonjour, Kalimera,Салом, Merhaba.
I would like first to address some words to our parents, to the ones that are present and the ones who are following this ceremony from a distance. Without your effort and support, we would have never achieved this. Your kids have become wonderful adults and I’m pretty sure they will make this a better world. This said, I’ll proceed with the speech.
A segunda coisa que preciso dizer é obrigado aos professores de todas as universidades pela sua ajuda e, especialmente hoje, à Universidade de Lisboa por nos receber e facilitar a organização da cerimónia de graduação.
Maintenant je m'adresse aux étudiants CLE.
Aujourd’hui, et je m’excuse pour cette légère influence pirandellienne, marque le début de nos vies en tant qu’êtres divisés. Chacun d’entre nous emporte avec lui une partie de nous tous et de ce que nous avons été un jour. Je vous prie, mes chers collègues, d’en prendre soin car, dans le futur, lors de notre prochaine rencontre, nous en aurons besoin.
En prendre soin est facile : il suffit de nous garder une place dans vos futures conversations avec vos familles et vos amis, et de leur raconter les histoires que nous avons vécues ensemble.
Racontez-leur, par exemple, le jour où vous avez découvert que le fromage se marie très bien avec le chocolat, que le petit-déjeuner peut être salé ou sucré, léger ou copieux, selon le pays d’où l’on vient.
Racontez-leur aussi ces moments où nos ventres se sont remplis de plats que vous n’auriez jamais imaginé goûter. Racontez-leur ces amis qui parvenaient à rester les mêmes dans toutes les langues qu’ils parlaient. Racontez-leur que nous avons étudié ensemble malgré la distance, ou qu’il a suffi d’une seule semaine ailleurs pour vraiment connaître l’âme d’une personne et devenir amis pour la vie entière.
Racontez, mes chers collègues, votre expérience CLE.
Je vous partage la mienne à condition d'écouter la votre quand je descendrai di questo palco scenico.
Ricordo il giorno in cui ho conosciuto il primo studente CLE, eravamo in lezione e gli ho dovuto chiedere la password dell’internet. L’ho fatto in francese e lui mi ha anche risposto in francese, tuttavia, le sue parole contenevano un altro messaggio: lui era come me. Condividevamo la sensazione di non conoscere, la voglia di scoprire un sistema educativo diverso e, soprattutto, l’accento. Alla fine della lezione mi ha presentato agli altri studenti CLE che avevano iniziato a Strasburgo e mi ha detto che tutti si erano già conosciuti una settimana prima. Ancora oggi direi che li ho conosciuti una settimana fa.
In questi lunghi sette giorni ci siamo arricchiti umanamente più che accademicamente. Alla fine, è questo ciò che conta davvero. Sicuramente dimenticherò gli esami e le teorie, la vostra compagnia, però, sarà sempre presente ovunque io vada. Mi avete dato la tranquillità di non sapere cosa significhi provare la sindrome di Ulisse perché durante questo viaggio mi sono reso conto di non essermi mai allontanato da casa, ma piuttosto che, come se stessi giocando a Catan, ho continuato ad espandere il mio territorio e che ora troverò una casa in diversi luoghi del mondo. Chi avrebbe pensato che il più grande insegnamento in questi due anni sarebbe stato scoprire che il pianeta non è così immenso come lo immaginavo
Data la natura del programma non ho potuto condividere molto tempo con alcuni di voi, quindi mi piace pensare che questa nuova fase della vita sarà un nuovo trasloco che affronteremo con la speranza di incrociarci di nuovo in qualche altro paese.
In un prossimo incontro, mi piacerebbe sapere che, per essempio, Rebecca, Cecilia e Gaëlle continuano a illuminare le giornate delle persone a loro care con la bontà e la dolcezza che portano nei loro cuori e nei loro sorrisi. Credetemi, sono bastate poche ore per conoscervi.
Mi piacerebbe vedere che Juan continua a prendere l’iniziativa e a preparare tutto con cura per il benessere degli altri; che Sophia continua ad andare al cinema, probabilmente all’UGC, e a fare maratone cinematografiche prima delle cerimonie dei grandi premi della settima arte; che Camila continua a scrivere storie fantastiche e a condividere con il mondo la cucina salvadoregna; che Naz continua a essere quella lettrice vorace che è sempre stata e che Sheroz… beh, molto probabilmente saranno i social a dirmi cosa starai facendo. Continua a condividere con noi le tue avventure nel mondo e a essere la persona umile che sei. E Sissi, ci siamo visti per trenta minuti appena: spero che il nostro prossimo incontro sia almeno più lungo.
Agli studenti del primo anno: godetevi gli alti e i bassi di questo percorso. Vi auguro tanti successi; affrontatelo con serenità e con calma. Se doveste sentirvi stressati, ricordate che avete a disposizione dieci neolaureati esperti nella gestione dello stress pronti a darvi qualche consiglio.
Buona fortuna a tutte e a tutti.
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